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Prevenire gli Infortuni

Quella in foto è la lastra del mio ginocchio sinistro.
Anni fa un tizio in auto mi ha tagliato la strada mentre ero in scooter.
Quando l’ho vista, dopo l’operazione, non credevo ai miei occhi.
Mi avevano messo una vite autofilettante per tenere insieme i pezzi della mia gamba, come se fosse stata l’anta di un mobile dell’Ikea.

È successo molto prima che diventassi un runner.
Sono passati ormai molti anni, all’epoca i medici erano scettici sulla mia ripresa immediata.
Appena ho appoggiato il piede a terra dopo mesi di stampelle, il dolore era insopportabile.

Non credevo di riuscire a camminare di nuovo, figuriamoci di correre.
Ci ho pensato molto due anni fa mentre correvo la mia 100 km per Milano.
Dal giorno dell’incidente non mi sono mai più infortunato.

Eppure è una delle domande che mi fanno più spesso, ma non è dannoso correre per tutti quei km?
È dannoso se si corre nel modo sbagliato.
Le nostre articolazioni sono fatte per piegarsi, non per ricevere colpi pari a quattro volte il nostro peso ad ogni passo.

Come fare per evitarlo?

Mi è stato spiegato di atterrare con l’avampiede invece che con il tallone.
Con una falcata lunga il tallone atterra per primo quando la gamba è ancora tesa.
Questo comporta due cose, la prima è che andiamo a frenare ad ogni passo, la seconda è che tutto l’impatto viene trasferito a caviglia, ginocchio e anca.

Gli effetti non sono difficili da immaginare.
Accorciando la falcata, lasciando praticamente “cadere” il piede sotto di noi, la prima parte a toccare il terreno sarà l’avampiede, mentre la gamba è piegata.

Le due conseguenze sono che siamo subito pronti a spingere di nuovo in avanti e che tutti i colpi vengono neutralizzati dalle articolazioni, che non stanno facendo altro che continuare a piegarsi, cioè il loro naturale lavoro.

C’è chi è più predisposto a questo tipo di corsa naturale e chi meno, ma con un po’ di allenamento sulla tecnica gradualmente ci si arriva senza problemi. L’importante è non avere fretta e dare modo al corpo di adattarsi a questo nuovo movimento.

Accorciare la falcata e aumentare la frequenza.
È talmente naturale che io spesso corro indossando scarpe minimal a drop zero, scarpe che avvolgono il piede come un guanto simulando la corsa a piedi nudi.

Con il tempo allenandomi in questo modo ho rafforzato la muscolatura delle gambe, i polpacci, il tendine d’Achille, l’arco plantare, senza mai infortunarmi o avere problemi.
La scarpa giusta è importante, ma è ancora più importante avere una postura ed un appoggio corretto se vogliamo correre per tutti i km che abbiamo in mente.

Questo è quello che mi hanno insegnato, che ho sperimentato su me stesso e che ho riscontrato parlandone con molti runner.
Voi che ne pensate?