Sport

Gare vecchie e nuove da affrontare

Se mi manca il pettorale?
Un pochino sì.
Ultimamente ho deciso di abbandonare un po’ il mondo delle competizioni per dedicarmi a progetti di sensibilizzazione autogestiti.
Ma indubbiamente le gare mi hanno forgiato e mi hanno reso quello che sono.

Quando ho iniziato a correre sentivo il bisogno di migliorarmi e di confrontarmi con gli altri. Sia che si trattasse di una 10 km piuttosto che di una maratona.

Poi è arrivato il triathlon ed il livello di competizione è arrivato alle stelle, forse troppo.

Un amico/rivale mi ha spronato a migliorarmi sempre di più, spesso superando il limite. Quando si indossava il pettorale si spegnevano tutte le luci e per noi due esisteva solo l’altro come avversario da riuscire a battere.
Poi, dopo la finish line, si andava a festeggiare insieme, ma in gara la faccenda era seria.

Il piacere di correre

Ma arriva un punto in cui il piacere di correre supera quello competitivo.
Così ho deciso di provare con il trail. Prima gare brevi, poi le ultra.

Nell’ambiente trail gli avversari non sono visti come nemici da annientare, ma piuttosto come compagni di viaggio.
Questo modo di intendere la corsa mi piace molto, ma volevo fare di più.
Così ho iniziato con i miei progetti volti ad aiutare qualcuno o l’ambiente, collegare le mie corse ad una giusta causa.

Capita a volte che qualche organizzatore mi inviti a partecipare come ospite ad una gara, in questo caso non rifiuto mai, ma il mio obiettivo principale ora si è spostato dal successo in classifica a quello mediatico, in modo che sia utile alla mia causa.
Più la notizia gira sul web, in radio o sui giornali e più la campagna di sensibilizzazione arriva alla gente.

Non mi ritengo un influencer, non mi interessa esserlo, mi piace pensare di essere un ponte di collegamento tra quello che è importante per il nostro pianeta e le persone che lo abitano.

Progetti per il futuro

Gare future?
Non escludo che ce ne saranno, ho fatto corse da solo per 100 km ma mai ad esempio la mitica 100 km del Passatore, mi piacerebbe molto.
Oppure la UMS Milano Sanremo di 285 km.
Sono sogni nel cassetto che spero un giorno di realizzare.
Poi ci sono le gare americane iconiche come la Badwater o la Western States 100.

Chissà… intanto continuo a correre, perché amo farlo.