Pane e olio...e na Femmena

FAGIOLINI E PATATE

Fagiolini e Patate

Siamo in piena primavera e la calura inizia a farsi sentire. A tavola ci sentiamo sempre più propensi ad inventare ricette fresche, leggere… ma quante di queste sono sazianti, goduriose ed accattivanti?

La mia fagiolini e patate è tutto questo.

Ricetta ultra semplice, buonissima, fresca e a tutto pasto. (mio marito mi fa notare che sono di parte, visto che amo, AMO, la verdura; ma che ci posso fare? Come un’innamorata avrò forse il prosciutto sugli occhi! *)

Ingredienti per 4 persone a tutto pasto

  • 800gr di fagiolini
  • 800gr di patate Bio
  • 1 limone di Sorrento*
  • 50ml di olio al limone di Sorrento
  • 2 spicchi d’aglio
  • Sale grosso

Procedimento

Come dicevo la ricetta è molto semplice, addirittura potrebbe essere considerato un semplice assemblamento (differente dalla parola assembramento!!!!!*). Ma secondo me i trucchetti da applicare per la realizzazione corretta ne fanno una ricetta con tutti i crismi.

Preparazione dei fagiolini

Prima di tutto il lavaggio e la pulizia dei fagiolini. Andranno sciacquati per eliminare tracce di polvere e terra. Poi si passa alla pulitura. Quando i fagiolini sono teneri di stagione basterà tagliare la parte iniziale e finale senza tante “cerimonia”; se invece sono fagiolini più coriacei potrebbero avere un filino fastidioso che, durante la pulizia, andrà tolto.

Basterà staccare la parte apicale e tirare in giù nella direzione del taglio centrale; in questo modo il filino verrà via di getto. Subito dopo sarà bene fargli un altro lavaggio di sicurezza.

Lasciare i fagiolini in ammollo il tempo che ci vorrà per tuffarli nell’acqua bollente. Importante che questo tempo non vada oltre l’ora perché dai tagli della pulitura fuoriescono le sostanze nutritive.

Preparazione delle patate

Passando alla pulizia delle patate è buona norma lavarle per bene aiutandoci con una spazzolina se possibile, prima di iniziare a sbucciarle; questa pratica è fondamentale sempre, ed in special modo quando non si è certi della provenienza.

Le patate infatti oltre ad essere sporche di terra potrebbero essere state sottoposte a spruzzi di conservanti che andrebbero eliminati prima della pelatura. Questo aiuta ad evitare un contatto con la parte interno che mangeremo.

Per quanto possibile cerco sempre di utilizzare delle patate Bio perché potremo utilizzare tutto il tubero, buccia compresa. Infatti se avrete pazienza la prossima settimana vi racconto cosa poter fare con le bucce delle patate.

Una volta lavate le patate sbucciamole con un pelapatate. In due ciotole separate colme d’acqua poniamo in una le patate tagliate a spicchi grossi ed in un’altra le bucce. Mi raccomando acqua fredda. L’acqua impedirà di far annerire i tuberi e farà rilasciare una parte dell’amido superficiale che ci aiuterà a mantenere intatta la forma della patata.

Portare a bollore dell’acqua salata (1 d cucchiaio di sale grosso per 4/5 litri d’acqua) e immergervi i fagiolini. Salare l’acqua anziché salare le verdure alla fine della cottura farà in modo che la sapidità sia ben distribuita e si riuscirà a preservare il colore delle verdure.

Tempi di cottura

I tempi di cottura sono di circa 10/15 minuti; “la prova del 9” è sempre l’assaggio o la punzecchiatura della patata. Se i rebbi di una forchetta affondano nella patata senza troppa pressione la cottura è ultimata.

Una volta cotte le verdure vanno scolate dell’acqua e condite con uno l’aglio pelato e schiacciato e l’olio extravergine. Coprire la ciotola con pellicola fino al momento di servirle. Questo accorgimento manterrà il calore all’interno ed aiuterà all’olio di insaporire il tutto.

Al momento di servire completare il condimento con il succo del limone. (ricordatevi di conservare le bucce per creare lo zucchero o il sale aromatizzato).

Il gioco è fatto ed il pranzo è pronto.

P.S. non dimenticate di tenere da parte le bucce delle patate!!!!! Settimana prossima vi racconto cosa farne. Creano dipendenza.

Buon appetito e a Maronn v’accumpagn”*

Curiosità

* limoni di Sorrento. Il limone di Sorrento è il simbolo della mia terra e ne vado fiera. Il suo colore giallo citrino e brillante, la sua buccia profumatissima con una concentrazione altissima di oli essenziali lo rende unico.

Ha ottenuto il riconoscimento I.G.P. tutta meritata.  Il limoncello, conosciuto in tutto il mondo è supersonico. (magari vi racconto della ricetta della mia famiglia in un altro nostro incontro).

*Avere il prosciutto sugli occhi un modo di direnato forse nell’800 nelle regioni più vocate nella produzione dei prosciutti crudi Emilia Romagna, Friuli e Toscana. Il senso è quello di indicare l’impossibilità di vedere in maniera chiara per essersi messi del prosciutto a coprire gli occhi.

*ASSEMBLAMENTO Vs ASSEMBRAMENTO: prima permettetemi una premessa: in questo particolare momento storico viviamo una situazione di paradossi.

Fino a qualche anno fa si diceva che non si scriveva più, che la lingua italiana scritta e di conseguenza quella parlata stava per finire, se non per imbastardirsi, visto che l’avvento delle comunicazioni telefoniche è aumentata improvvisamente.

Ma ad un certo punto sono comparsi gli SMS e poi i social media. All’improvviso tutti, e con tutti, dico proprio tutti (da 2 a 100 anni) abbiamo iniziato di nuovo a scrivere.

E qui casca l’asino….e mai un modo di dire non casca a fagiolo come questo. Gli asini sono cascati proprio tutti. 8 post su 10 contengono almeno un errore di grammatica e/o di lessico. La Pandemia ha avuto come leitmotive la lotta tra ASSEMBLAMENTO vs ASSEMBRAMENTO.

La prima assemblamento viene dal verbo assemblare ed indica l’azione di mettere insieme degli elementi per costruire qualcosa. Mentre assembramento viene dal verbo assembrare e significa riunirsi in gruppi di più persone.

Espressioni napoletane

* A Maronn v’accumpagn una delle più belle espressioni napoletane, una delle più cariche di pathos che il mondo partenopeo abbia partorito. L’augurio che la Madonna cammini con te e ti protegga nel tuo percorso.

Eppure questa espressione nasce da un altro tipo di buon proposito. Nel ‘700 re Ferdinando IV di Borbone aveva intrapreso la lotto alla criminalità e tra le sue strategie ci fu anche quella di creare l’illuminazione delle strade della città.

L’impresa si rivelò titanica, ma ebbe successo solo grazie all’idea di un frate che facendo leva sulla devozione dei napoletani e sul forte senso di competizione creò tante edicole sparse per la città con le copie di un dipinto della Madonna del suo monastero.

Ai napoletani fu detto che quella Madonna era uguale in tutti i quartieri ma se volevano che fosse la più bella di tutte dovevano prendersene cura ed illuminarla sempre.

Da questo escamotage il re ebbe le strade illuminate in tutta la città senza spendere un quattrino. E tutti i napoletani ebbero la fortuna di essere guidati nel loro cammino di notte dalla Madonna.

Il nostro “Don Gregorio Maria Rocco”, questo il nome del frate, ad Ulisse gli faceva un baffo.

E con questa vi saluto e vi do appuntamento al nostro prossimo incontro.